Ogni mattina, nel GDO, una cassiera si sveglia e sa che deve correre più in fretta che può per:

– non arrivare in ritardo e timbrare al minuto spaccato

– contare il fondo cassa in meno di un minuto per non fare attendere il cliente, non importa se perdi il conto

– fare un tot di battiture al minuto per la produttività

– non creare le code in cassa

– andare a pesare la frutta e la verdura nelle bilance dall’altra parte del mondo e riportarle alla cassa del cliente distratto

– mettere al proprio posto i resi recuperati nei meandri oscuri del negozio

– sistemare cestelli, pigne informi di materia plasticosa spesso confusi con i cestini della spazzatura

Nel mezzo di questo tran tran giornaliero di resto, bollino, badge, reso, storno, tessera fedeltà, sacchetti…ah sì, buongiorno e buonasera, c’è una cassiera, una soltanto, che deve porre una domanda specifica ai propri clienti:

HA LA PRECEDENZA?

 La mattina, quando questa cassiera si alza dal letto, sa che la sua non sarà una giornata affatto facile, ma non immagina ancora quanto.

Con l’entusiasmo di un opossum si prepara e zampetta fuori casa dirigendosi al supermercato.

Dopo aver timbrato entrata la cassiera attende pazientemente che le venga consegnato il fondo cassa. Nel frattempo si sistema il camice in modo da non sembrare un’evasa di prigione ma i suoi tentativi, come molti fatti prima di lei, sono pressappoco inutili. Adesso sembra una patata novella fuoriuscita dal suo sacco, va un po’ meglio.

Già da quando una cassiera agguanta il fondo capisce se la sua sarà una giornata propizia o no. I fondi solitamente hanno una cifra fissa iniziale ben suddivisa tra banconote e moneta, o almeno così dovrebbe essere. La nostra cassiera che chiameremo Piera ad esempio ne ha uno da 150€ composto da 100€ di moneta e due banconote da 20€ e due da 5€.

Dicono che il buongiorno si vede dal mattino. Molto Bene! Chissà cosa ne pensa Piera.

Tuttavia, il destino della nostra cassiera è in mano alla decisione del responsabile casse che, dopo aver dato un’occhiata al suo foglietto, solleva il braccio ed indica la cassa dove la povera sventurata dovrà andare. Piera fissa il dito e volge lo sguardo verso il luogo oscuro e tenebroso dove dovrà passare il resto del suo turno.

LA CASSA CON PRECEDENZA

A Piera le si raggela il sangue nelle vene e dentro di sè pensa che al peggio non c’è mai fine. Probabilmente gli stessi che dicono che il buongiorno si vede dal mattino dicono anche che il mattino ha l’oro in bocca. Si vede che non conoscevano Piera che in quella mattinata dalla bocca gli usciva altro che oro.

Nell’antichità, quando si creavano lunghe code alla cassa e per coincidenze insolite si accodavano persone anziane, disabili e donne incinta, i clienti già in fila piuttosto che farli andare avanti si fingevano ciechi. Per capirci, gli stessi che sull’autobus ti vedono con due gambe ingessate e fingono di dormire o guardano fuori dal finestrino o leggono l’oroscopo sul giornale della settimana prima o parlano con il loro amico immaginario. Fu così che un giorno non tanto lontano, un gruppo di persone, non avendo nessun argomento di rilevante importanza da trattare, decise di affrontare l’argomento ‘precedenza’.

Bene colleghi stimati, oggi dobbiamo decidere di apportare dei cambiamenti alla barriera casse. Ogni supermercato avrà una cassa dedicata a persone con evidenti incapacità motorie così risolviamo il problema e andiamo a bere il caffè alla macchinetta. Domande?

Ma dobbiamo farla più larga in modo che ci sia più spazio per muoversi?”

No, la lasciamo stretta, che scherza?”

Ma ci mettiamo un cartello per segnalarla?

Ha ragione! Sì, ne mettiamo uno piccolino con due simbolini. Mettiamolo in alto in modo che nessuno possa vederlo

Ma quindi ci andranno solo ed esclusivamente i diversamente abili?”

Non dica sciocchezze! Ci vanno tutti, poi la cassiera fa passare avanti chi deve

Ma…..

BANG!!

Bene colleghi stimati, io andrei a bere un caffè, domande?

Chiusa questa breve parentesi storica è bene sapere che nelle casse con precedenza del supermercato ogni giorno si creano risse che in confronto gli hooligan sono niente.

Definita in maniera ufficiale la cassa con precedenza è quella che consente a persone con deambulazioni, problemi motori e donne in stato di gravidanza evidente (e sottolineo evidente) di non attendere a lungo in coda e, qual’ora vi fosse già gente in fila senza tali problematiche, di passare avanti a tutti.

Non sembra niente di che detta così. Pffs, cosa vuoi che sia?

Se una cassiera odia qualcosa lo fa perché merita di essere odiata quindi ci poniamo la seguente domanda: Perché?

È noto a tutti che in settimana, salvo in casi eccezionali, le code alle casse sono sostenibili, ma quando arriva il week-end, quando l’inferno è al supermercato, la questione si fa un po’ più complicata.

Nonostante sia espressamente specificato che il tipo di disabilità debba essere evidente (ed è già la seconda volta che lo sottolineo), l’evidenza per il cliente del week-end è relativa.

Volete che vi faccia un esempio? Questo è un episodio tipo che si presenta alla cassa con precedenza.

Per uno scherzo cinico del destino, il cliente invalido o la donna incinta reclamano il loro diritto a passare avanti quando la nostra cassiera Piera ha appena battuto i primi articoli di una spesa da due carrelli stracolmi (roba che partono le sospensioni, ecco spiegato il mistero della ruota sbirulina). Essendo impossibilitata a chiudere il conto, Piera sfodera un sorriso tirato (che poi venga fuori la faccia di Jack Nicholson in Shining è un’altra storia) e con un tono gentile che non pensava neppure di avere dice:

Prego, si accodi pure. Non appena finisco col signore faccio immediatamente lei!

Giunti a questo punto le probabilità si riducono a due:

1-    Il cliente rimane lì e aspetta pazientemente il suo turno

2-    Scoppia la terza guerra mondiale.

La prima eventualità è rara come la carta Pokemon di Pikachiu.

Eh ma io non riesco a stare in piedi signorina!” dice la vecchina col bastone.

Intanto, mentre la cassiera batte il più velocemente possibile la spesona del cliente che ha fatto rifornimento per i prossimi dieci anni, una signora con il pancione spodesta tutti e si piazza tra Piera e il plexiglass porta monete.

Sono incinta e ho la precedenza” dice la signora con un tono di voce vagamente pre-mestruo.

Piera la cassiera sospira. Il suo sorriso adesso è diventato quello di Jack Nicholson in Joker.

Guardi, si metta dopo la signora, il tempo di finire di battere questa spesa e servo entrambe

Eh ma io c’ho i piedi gonfi, e sta pancia, le pare facile?!” dice la donna incinta.

La scìura con il bastone si sente messa in causa e pensa bene di dire la sua:

Eh quante storie! Ai miei tempi le donne incinte andavano a lavorare fino al giorno del parto!

Apriti cielo! A questa affermazione la signora incinta, già nervosa da prima, chiede alla vecchina di farsi gli affari suoi e che lei ha dolori di qua e di là, non è mica una gravidanza facile la sua! L’anziana per controbattere riporta il suo bollettino ospedaliero. Inizia la lotta su chi ha più acciacchi tra le due e chi dovrebbe passare avanti all’altro. La signora anziana vince 1 a 0 e incalza, vuole chiudere la partita. Intanto il cliente con i carrelloni fa avanti e indietro che poverino c’ha la lingua di fuori. Se non è ancora invalido poco ci manca. Nel mente dalle casse vicine iniziano a puntare sulla cliente vincente.

Le due signore non sono arrivate alle mani e questo è un buon segno. Il match finisce 1 a 1. Il pronostico lo ha azzeccato solo quello alla cassa 5 che festeggia con lo champagne. In questo momento concitato arriva un signore sulla sedia a rotelle sospinto dalla badante moldava. Lui non passa avanti, fa solo un cenno con la mano. La badante non fiata. Un marmo. Le due signore, quella incinta e la vecchina, si girano e gli lanciano uno sguardo che uccide. Un terzo contendente al trono! Giammai!

Signorina! Ce n’è un’altro qui!” dice la vecchietta. Come se Piera non lo avesse visto.

Il signore, prima che la cassiera parli, urla tediosamente:

Si aspetto, vada avanti!

‘Meno male’ pensa la cassiera con la fronte madida di sudore. A sto giro s’è risparmiata il fiato e il sorriso da Saw l’enigmista. Peccato, quello le viene proprio bene.

La vecchina si avvicina all’orecchio della cassiera e con aria strettamente confidenziale le dice:

Eh ma non è giusto, lui c’ha la badante che gli fa i sacchetti. Dovrebbe aspettare come tutti

Piera fa finta di non aver sentito niente. Facendo questo lavoro ha imparato a non farsi opinioni sugli altri che altrimenti il fegato gli avrebbe lasciato un bigliettino con su scritto ‘Basta, non può continuare così, o ti lascio o continuerò a rodere fino a morire’.

Finalmente si libera il rullo e la vecchina inizia a sistemare la sua spesa.

Il cliente con i carrelloni ha rinunciato ad insacchettare e adesso butta a caso nel carrello tutto ciò che la cassiera le passa. Quando giunge il momento del pagamento per un attimo sembra essere colto da un principio d’infarto, bianco, capelli elettrizzati in testa e sudore sulla fronte. Paga, scontrino, bollino e arrancando si allontana all’orizzonte.

Pronti, partenza, via, la vecchina appoggia il bastone nell’angolo della cassa e inizia ad imbustare.

Sono 12 e 70 signora

Piera inizia a sentirsi sollevata, il momento di maggiore patos sembra essere passato, o così pare.

Così tanto per tre cose? Ma ha battuto tutto giusto? Controlli! No ma è troppo eh!

Intanto la donna incinta batte insistentemente la tessere fedeltà sul rullo che sembra stia suonando il bongo in un rito tribale africano.

Sì signora, tutto giusto. Intanto mi paghi e poi controlli lo scontrino. Se trova qualcosa che non va si rechi all’assistenza clientela

La vecchina interdetta paga, brontolando e alitando ciò che era rimasto della caramella ‘Rossana’ che aveva messo in bocca mentre attendeva in coda.

Vuole la moneta?

La cassiera, per evitare il linciaggio, dice un no deciso e piazza nella mano della scìura il resto.

Grazie e Arrivederci

Dentro di sè Piera spera di non rivederla più in quelle circostanze ma non lo dice. Il bastone della vecchietta sembra robusto, non vuole rischiare.

La vecchina si allontana trottando come una scolaretta del liceo e si dimentica il bastone nell’angolo della cassa.

Doveva proprio servirle!” dice la donna incinta

Se ne accorgerà, penso” dice Piera, anche perché senza bastone, a patto che le servisse veramente, tanto lontano non poteva mica andare.

(La vecchina tornerà mezz’ora dopo. Il tempo di sistemare la spesa a casa con comodo e tornare al supermercato per prendere altre due cose tra la quale il bastone).

Piera batte la spesa alla donna incinta che paga e se ne va. Fuori un’altra. Dentro di sé continua a ripetersi ‘Dai che ce la fai! Il peggio è passato’

Nel frattanto che la badante moldava del vecchietto sulla sedia a rotelle cerca la tessera fedeltà nella sua borsa, che a Mary Poppins gliè fà na pippa, dal fondo della fila si sente urlare qualcuno:

PERMESSO! FATEMI PASSARE! HO LA PRECEDENZA!

Un signore apparentemente, e ripeto “apparentemente”, normale si piazza davanti la cassiera e inizia a rovesciare la sua spesa di pochi pezzi sopra il cassetto.

Scusi ma prima c’è il signore qui davanti. Se ha la precedenza si metta subito dopo

Piera viene colta da un dubbio amletico. Decide di esporsi ponendo la domanda tecnico-tattica:

…che poi mi scusi, che tipo di invalidità ha lei?

Il cliente, che in quel momento avrà pensato a come fosse possibile che quella sciocca commessa non avesse notato la sua invalidità, infastidito dalla domanda risponde:

Ho l’ernia al disco! Poi ho la tessera d’invalidità, vuole che gliela faccia vedere? No perché c’e l’ho qui, se adesso dobbiamo anche tirarla fuori al supermercato…!

L’espressione di Piera si può riassumere solo con un’immagine.

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Oh mi scusi. Il mio raggio x  in dotazione è momentaneamente fuori uso” dice sarcasticamente Piera, trattenendo i turpiloqui che in quel momento le stavano invadendo la testa.

I clienti in coda si mettono a ridere e il cliente “invalido” s’ingrifa dicendo che sarebbe andato a lamentarsi in direzione.

Poverella, Piera la cassiera non ha un attimo di pace ed in men che non si dica sullo sfondo c’è un’altro carrello apocalittico che si accoda alla sua cassa. La cliente fa una manovra come se stesse guidando un tir e inizia a riempire il rullo. Data la situazione scomoda di poc’anzi dalla quale è uscita viva per miracolo, Piera, guardando i clienti in coda, si accerta che non vi sia nessuno che abbia la precedenza, sicché in fondo della fila scorge una signora con un maglione largo e una strana protuberanza all’altezza dell’addome. Dilemma dei dilemmi della cassiera alla cassa con precedenza.

è incinta o non è incinta? Questo è il problema

Piera ama il rischio, altrimenti non sarebbe cassiera, e facendo un gesto con la mano invita la signora a venire avanti.

La cliente si avvicina con aria circospetta e chiede:

Perché mi fa passare avanti scusi? Starà mica chiudendo?

Questa è la cassa con precedenza. Lei è incinta e deve passare avanti” dice Piera.

La signora cambia espressione in un lampo. Diventa rossa come un peperone ma mica per la vergogna eh! Per la rabbia!

MA IO NON SONO INCINTA!

Stizzita fa dietrofront e cambia cassa. Si accoda in quella dall’altra parte del negozio.

Piera, esausta e che oltre alla pazienza ha perso la speranza nel genere umano, va avanti imperterrita nello svolgere il suo mestiere finché all’improvviso viene svegliata dallo stato di trans nella quale è piombata da Glenda, la collega dei cambi pausa, che le dice:

Cara, sei stata nominata! Vai pure in pausa

Prima la cassiera ringrazia il cielo e poi, mentre prende il suo cassettino e si reca in assistenza clientela, pensa tra sé e sé ‘Beata lei, almeno ci starà per solo un quarto d’ora in quella cassa infernale, io invece devo farci ancora mezza giornata! Come farò?’.

La giornata di Piera è ancora lunga. Se sopravvivrà o meno non si sa. Sa solo che dovrà correre.

 …

 

“Bene colleghi stimati, oggi dobbiamo decidere di apportare dei cambiamenti alla barriera casse. Ogni supermercato ha una cassa dedicata a persone con incapacità motorie. Dato che molte non sono evidenti e per evitare di mettere in difficoltà la cassiera io proporrei…”

BANG!!

“Caffè?”

…to be continued

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