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Un’antica leggenda, tramandata da scaffale a scaffale, narra dell’ultimo cliente in vita che disse buon giorno, grazie e arrivederci alla cassiera. Qualche esemplare di grazie e arrivederci è stato avvistato recentemente nella giungla del Borneo ma proprio come i leocorni, il buon giorno non si fa più vedere.
Le cassiere del supermercato, avendo serie difficoltà a colmare i silenzi successivi al loro convenevole saluto, si sono mobilitate per organizzare una spedizione di ricerca per trovare il buongiorno. A capeggiare il tutto è Piera la cassiera che fornita di bermuda, maglietta tecnica e badge aziendale si avventura in un’impresa epica.

Secondo voi lo troverà il buon giorno?

Piera non è andata tanto lontano. Si è procurata un semplice vocabolario e ha sfogliato le pagine in cerca della parola ‘Buon Giorno’ e ciò che ha trovato scritto è una vera e propria rivelazione arcaica e ancestrale.
Già la parola stessa divisa in due parti suggerisce qualcosa ma il significato tecnico è definito con quanto segue: “Formula di saluto durante la mattinata nell’incontrarsi o nell’accomiatarsi“.

Nell’arco di una giornata si incontrano tante persone e di solito, come l’educazione comanda, si saluta sempre. Tra queste persone senza dubbio rientra a far parte anche Piera che fa la cassiera al supermercato. Peccato che lei di Buon Giorno e Buona Sera ne sente davvero pochi, ecco perché mossa da un sentimento nostalgico si è avventurata in quest’opera di ricerca. Si dice che tra esseri umani ci si saluta no?  Non sempre. Ad esempio, quando la Piera inizia a battere la spesa ad un cliente dice sempre  prima Buon Giorno e poi chiede tessera, sacchetti eccetera,eccetera, ma per quanto il suo approccio iniziale sia monotono e ripetitivo quello di alcuni clienti è varirgato e colorito.

Quando la Piera dice Buon Giorno le risposte possono essere ad esempio un “l’ho lasciata a casa“, che non è riferito all’educazione ma alla tessera fedeltà. Di salutare non gli passa proprio per l’anticamera del cervello. Ci sono poi i monosillabici che si dividono in due categorie, quelli del “sì” e quelli del “no”.
Quelli del “No“, magari pronunciato in modo chiaro e deciso tipo uomo che non deve chiedere mai manco il sacchetto al supermercato, sono quelli che quando la Piera saluta e si sente rispondere così, poverina ci rimane male.

Buongiorno

No

È una conversazione che non ti lascia vie di fuga. In maniera simile ci sono quelli che rispondono al saluto della cassiera con un vago ““, che poi magari sostengono anche lo sguardo in attesa di qualcosa. Anche in quel caso la Piera si sente a disagio e si chiede a cosa sia realmente rivolto quel sì lì.

Quando la Piera dice “Buon Giorno” c’è chi da i numeri, nel vero senso della parola.

Buongiorno

Quattro

Credo ne basti uno

No! Ma cosa dice! Qui ce ne vogliono almeno quattro!

La Piera, per alleggerirsi dal dubbio che le sollecita la mente, a questo punto chiede a cosa sia riferito quel quattro. Saranno mica i sacchetti?

Certo, a cosa vuole che mi riferissi?

Ci sono anche delle situazioni che lasciano la Piera basita, tipo:

Buongiorno

In che senso?

So che siete rimasti basiti anche voi lettori, ma forse non tutti hanno appreso l’antico rito del saluto eh! Dove stanno i Leocorni magari non salutano.

Tuttavia c’è solo una categoria che alla Piera non va proprio giù e probabilmente sono stati la causa dell’estinzione del Buon Giorno, ovvero quelli che rimangono in silenzio. Non gli tiri fuori un saluto dalla bocca manco a morire. 
Non dimentichiamoci neppure quelli col telefono che oltre a non salutarti ti ignorano come solo un muro saprebbe fare, ma di questo parlerò in una delle prossime e puntate.

In questo mondo sempre di corsa la parola Buon Giorno può darsi che sia tecnicamente lunga ma tuttavia ci sono tanti sinonimi e saluti brevi alternativi, belli, svelti e veloci come ad esempio Buondì, Salve e Ciao. Dopotutto i saluti sono le prime cose che si imparano in lingue straniere,  ovviamente solo dopo le parolacce.
Una giornata è composta da ventiquattro ore e mediamente un saluto porta via un secondo del nostro tempo. Forse possiamo permetterci di perderlo quel secondo mh?

Il saluto piace a chi si fa, ed onora chi lo fa. Grazie a tutti quelli che controtendenza, ogni giorno, ci onorano di un Buon Giorno salvandolo così all’estinzione.

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