Vi è mai capitato che dopo aver finito i vostri acquisti all’interno del supermercato, siete assaliti da una depressione cosmica notando che alle casse vi attende una coda da casello autostradale? Non siete gli unici. Metà della nostra vita la passiamo in fila: dal dottore, in posta, nel traffico, al bagno, per tre con il resto di due ecc. ecc.

Ultimamente, in internet e sui social, ogni cosa sembra essere resa tangibile solo se comprovata da studi scientifici. Se dormi tanto sei più intelligente (ma non pigli pesci), se dormi in posizione “ramoscello d’ulivo” vivrai più a lungo, se fai la cacca più volte al giorno hai il potenziale per diventare ingegnere aerospaziale e altre cose così.

Fatto sta che una delle cose che attrae maggiormente gli studi scientifici e il nostro interesse è la ricerca della felicità (non quella di Muccino).

Come trovare la felicità? Beh, Piera è arrivata ad una conclusione:

Code supermercato

Infatti, quando pensiamo che il nostro futuro sia un accumulo frustrante di attesa, una sofferenza maggiore a quella che abbiamo già sopportato per andare in contro ad i nostri bisogni e all’improvviso si apre uno spiraglio di speranza:<<È in apertura cassa 6!>>
e riesci ad arrivare per primo scavalcando tutti evitando magistralmente tutto quello elencato in precedenza, allora, beh, forse quella sensazione si può definire felicità.

O forse no?

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