Il supermercato Qualunque, come suggerisce il suo nome, è un supermercato come tanti. Non è grandissimo, ma neanche piccolino. Ha una grossa insegna retroilluminata sulla facciata e una lunga sfilza di carrelli poco dopo le porte scorrevoli. Le cassiere sono poche, ma buone. Tra loro spiccano maggiormente Antonella, la più anziana, Highlander per eccellenza tra le sue colleghe, Crisantema – che è solo un soprannome datole per via del suo atteggiamento, diciamo, da due novembre, ecco –  Ginger la chiacchierona e Piera la misantropa (protagonista insieme alle altre del libro “Le confessioni di una cassiera”).

Il supermercato Qualunque ha la sua clientela più affezionata, protagonista fissa delle disavventure narrate tra le righe di questo Blog  e poi ha quelle persone che sono semplicemente di passaggio ed è proprio una di queste la protagonista dell’esperienza che da il via ad un appuntamento – forse – mensile (il primo sabato del mese) intitolato INCONTRI RACCAPRICCIANTI DEL TERZO TIPO. Questa rubrica è volta a selezionare delle esperienze accadute personalmente a me o alle mie colleghe più vicine, ma anche a voi che seguite il Blog e le confessioni di una cassiera sui Social (Twitter @Confecass, Instagram @leconfessionidiunacassiera e Facebook) e trasformarli in brevi racconti; quindi siete tutti invitati a partecipare e raccontare le vostre esperienze inviandole all’indirizzo mail leconfessionidiunacassiera@gmail.com o per posta privata nei social sopra elencati.

Dunque, dove eravamo rimasti?

È un giorno come tanti al supermercato Qualunque. Nell’orario di  punta le casse sono gremite di gente e la situazione non è sempre facile da gestire. Piera per riuscire ad affrontare al meglio il momento è in fase zen, respirazione profonda e pensieri felici (chissà che come Trilly non spicchi il volo e scappi via da quel caos). Ad un certo punto arriva in cassa lei, donna sulla cinquantina con indosso una bottiglia intera di Chanel N°5, pelliccia di visone e un vistoso cappello.

<<Buongiorno signora>> dice quasi intimorita Piera.

Ovviamente l’elemento non risponde al saluto, ma Piera è ormai abituata a queste cose e non ci fa caso. La Signora non ha preso molto e Piera ben presto finisce di scannerizzare gli articoli sicchè ad un certo punto scorge un rigolo rosso cremisi colare sulla sua fronte. Allarmata Piera chiede:

<<Omamma! Signora! Si sente bene?>>

La Signora alquanto sorpresa da quella domanda risponde che, sì, sta bene, seguito da un:

<<Quanto le devo?>>

Piera di rimando sgrana gli occhi. I rigoli di sangue adesso sono due!

<<Signora, ma è sicura? Guardi che!>>

La Signora con nonchalance estrae un fazzolettino dalla tasca della pelliccia e se lo passa sulla fronte.

<<Oh! Non è nulla, non si preoccupi. Quanto le devo?>>

La fermezza e la glacialità di quella cliente di fronte ad un accaduto del genere era alquanto stravagante, ma “quando una signora è Signora”, pensa Piera.

<<Sono 9 Euro e 60…mi scusi signora se insisto, ma è proprio sicura di stare bene?>>

<<Mai stata meglio. Pago con la carta>>

La cliente prende e se ne va, come se nulla fosse, ma la situazione è troppo surreale. Piera cerca conforto nel cliente successivo:

<<Ha visto anche lei? Le usciva del sangue dal…>>

Piera interrompe ciò che stava dicendo immediatamente quando vede l’antitaccheggio correrle dietro. Con fare indispettito la Signora rimane inflessibile e quando Ernesto (la guardia antitaccheggio) le indica il cappello, Piera non sa più cosa pensare, ma con suo grande stupore forse capisce cosa si celava dietro i rigoli di sangue sulla fronte della cliente.
cappello del prete.jpg

Ernesto invita la signora a seguirlo nel suo ufficio. Dopo qualche minuto la Signora si dilegua e dalla sua postazione Piera freme e cerca di capire se quello che le stava passando per la mente fosse realtà o pura fantasia.

Le voci nel supermercato Qualunque si spargono molto velocemente ed ecco che Piera scopre che la legge di Murphy è valida anche in quel contesto.

<<Piera hai sentito? Sai la signora che è venuta in cassa da te prima?>>

<<Sì, alla fine cosa aveva?>>

<<Non potrai mai immaginare cosa ha fatto!>>

<<Purtroppo credo di aver capito…>>

<<Si è nascosta una confezione di carne sotto il cappello!>>

<<Ecco perché perdeva sangue dal cappello e faceva finta di niente e io che credevo si fosse spaccata la testa da qualche parte!>>

<<Ti rendi conto? Una confezione di carne! Non ci posso ancora credere!>> continua a dire Ginger ignorando ormai palesemente tutto quello che la circondava.

Piera era sorpresa. Sì. Di cose strane da dietro una cassa del supermercato ne aveva viste parecchie, ma una cosa così non se la sarebbe mai aspettata. Anche da questa situazione però aveva imparato qualcosa. Non si sarebbe mai più fidata delle persone che sanguinano dalla testa e fanno finta di niente, ma soprattutto, avrebbe riso per un po’ tutte le volte che alla cassa le sarebbe passata una confezione di “cappello del prete”.

 

Appuntamento Sabato 2 Luglio con una nuova Esperienza Raccapricciante del Terzo Tipo!

 

 

 

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