finocchio.jpgIl Supermercato Qualunque è un negozio né tanto piccolo né tanto grande. Il suo personale non è né troppo né troppo poco ed è frequentato da persone non del tutto stravaganti ne del tutto normali. Il Supermercato Qualunque è un supermercato come tanti dove ogni giorno accadono delle cose che vale la pena raccontare e a farlo è sempre lei, Piera la cassiera.

L’incontro raccapricciante del terzo tipo di questo mese ha come protagonisti una coppia di coniugi un po’ in là con l’età.

Piera è cassiera da più di dieci anni e all’interno del negozio svolge diverse mansioni ed una di queste è il controllo prezzi e la gestione dei resi. Un giorno, proprio in una di queste occasioni, le è capitato di dover dare una mano ad una nuova assunzione del reparto ortofrutta che in preda al panico per una domanda alla quale non sapeva dare risposta le chiese:

<<Scusa collega! Riesci ad aiutarmi con questi clienti? Magari tu sai cosa vogliono>>

Piera, come è solita fare in queste occasioni, risponde cortesemente:

<<Che vogliono?>>

<<Ehm…non so spiegarti. È complicato>>

<<Ottimo, non vedevo l’ora>>

<<Beh, sono laggiù>> ed indica una coppia, uomo e donna sulla sessantina che davanti i cestoni della frutta e della verdura discutono animatamente con degli ortaggi in mano.

Piera dunque si dirige verso di loro con l’animo colmo di strafottenza e li interrompe dicendogli:

<<Avete bisogno?>>

I due smettono immediatamente di litigare e lo sguardo truce che si rivolgevano l’uno all’altra si trasforma in un’espressione d’imbarazzo quando Piera cattura la loro attenzione. Il marito tiene in mano un finocchio tondo e cicciotto e quello della moglie invece aveva una forma decisamente allungata.

<<Oh signora!>>

<<Signorina>>

<<Sì, va beh>>

<<Va beh cosa?>>

<<Smettiamola qui, piuttosto, può darci una mano? Io e mio marito stiamo litigando da un’ora>>

<<Ho notato. Vi chiamo un avvocato?>>

<<No! Ma che dice! Stiamo litigando per il finocchio!>>

<<E io cosa dovrei fare?>>

In questo momento interviene il marito:

<<Mia moglie sostiene che esistano finocchi maschi e finocchi femmina>>

<<Ernesto, è inutile che mi fai passare per scema. È vero, è proprio così! Nella ricetta c’era scritto che per ottenere una vellutata perfetta il finocchio deve essere femmina>>

Per quanto la situazione fosse imbarazzante e al quanto equivoca, tutto aveva perfettamente senso, o quasi. Piera in qualche modo ricordava che il finocchio fosse maschio o femmina. Non ricordava da quale rivista o programma televisivo lo avesse appreso. Ricordava solo che quell’informazione la fece ridere parecchio. Sarebbe scoppiata a ridere anche in quel momento davanti i coniugi che iniziavano, di nuovo, a guardarsi in cagnesco. Peccato che non si ricordasse le caratteristiche del finocchio di un tipo e dell’altro.

<<È vero. Ho sentito da qualche parte questa cosa, ma sinceramente non ricordo come distinguere l’uno dall’altro>>

<<Vedi Ernesto! Sei sempre il solito! Grazie signora>>

<<Signorina>>

<<Sì, sì, certo>>

<<Elvira, siamo comunque al punto di prima. Non possiamo perdere tutto questo tempo per dei finocchi. Prendi questo pronto in offerta e facciamo prima. Dai, su!>>

<<Oh, già. Non avevo mica visto. Prendiamo quello>>

La signora strappa via il finocchio dalle mani del marito:

<<Signora, può mettermeli lei a posto? Abbiamo deciso di prendere quello pronto>>

<<Come no?>> risponde sarcasticamente Piera. Prende i due finocchi e si avvia verso il loro cestone per riporli quando all’improvviso sente una mano toccarle la spalla.

<<Sono sempre io signora. Comunque dovrebbero distinguere i due tipi di finocchio. Separarli da maschio e femmina. Lo faccia presente alla direzione>>

<<Sì, certo. Come no>>

Piera ripone i due finocchi nel cestone ed in lontananza le sembra di sentire la signora di prima dire al marito:

<<Ernesto, facciamo così, lascia stare la vellutata di finocchi pronta. Farò quella di carote che faccio prima>>

 

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