Il supermercato è uno di quei luoghi dove ognuno di noi va almeno una volta alla settimana. Con l’avvento di internet ormai la maggior parte degli acquisti si effettua online e questo implica il fatto di non dover avere a che fare con le persone. Niente rapporti interpersonali dunque, quindi nessuna regola del buon comportamento. Anche se alcuni supermercati e piattaforme permettono di acquistare cibo attraverso il computer e riceverlo comodamente a casa, la maggior parte dei consumatori, per comprare si reca ancora nei negozi.  Al contrario di internet però, questo obbliga ognuno ad avere dei rapporti con altre persone. È inevitabile. Il supermercato pulula di gente a partire dal parcheggio. Piera, lavorando come cassiera al Supermercato Qualunque da parecchio tempo, ha notato che nonostante fare la spesa sia una pratica ormai antica, molte persone non hanno ben chiaro come comportarsi durante questa routine. Ecco perché nasce questa rubrica che vuole essere un aiuto o un semplice consulto per chi si reca a fare la spesa e deve relazionarsi con le persone all’interno del supermercato o di qualsiasi altro negozio. Questi pratici consigli possono essere utili anche in altri ambiti della giornata e in svariati luoghi che implichino, seppur minimamente, un contatto umano. In attesa che tutto quello che facciamo si svolga per mezzo del computer e limiti le relazioni ad una tastiera, ecco il primo consiglio che può rivelarsi utile per migliorare la giornata altrui e perché no, anche la propria.

IL SALUTO

Nel vocabolario Treccani la parola saluto è descritta come un “Atto, costituito da un cenno, da un gesto, accompagnato per lo più da parole, e talora consistente anche di sole parole, che si scambia con una persona nel momento in cui la si incontra, o quando si prende commiato da lei, per manifestare rispetto, affetto, simpatia, devozione, sottomissione anche se spesso è un semplice atto di cortesia formale.” Ecco. Soffermiamoci sull’ultima parte, che le prime descritte non sono di certo emozioni che scaturiscono relazionandosi con un estraneo dietro al bancone del pesce o dietro una cassa del supermercato.

Nella nostra cultura non siamo tenuti a salutare né con inchini né con altre usanze particolari che rendano complicato l’approccio iniziale con un’altra persona. Di certo in un sabato affollato di inizio mese non ci metteremmo mai a stringere la mano e a dare due o tre bacetti sulla guancia a chiunque incontriamo. Quelli sono gesti a noi conosciuti, ma che limitiamo ad un certo tipo di persone come quelle di affari per la prima e quelle personali e strette per la seconda. Fatto sta che, come dicevo prima, quando usciamo dalla nostra casa per effettuare degli acquisti nei negozi, siamo costretti ad avere relazioni interpersonali con altri esseri viventi. Sì, i commessi sono delle persone ed in quanto tali, nonostante stiano svolgendo un lavoro, anche loro rientrano a far parte delle persone che vanno salutate. Ovviamente anche essi, per quanto imbronciati siano per situazioni legittime o meno, sono tenuti a farlo. Il bello del saluto è che è qualcosa che torna indietro come un eco, è un atto di gentilezza e di riguardo che di solito le persone civili dovrebbero avere.

Anche se non dobbiamo intavolare una conversazione formale dietro un tè, quando dobbiamo chiedere uno sfilatino al banco panetteria, o una fesa di tacchino in macelleria o dobbiamo pagare alla cassa, il consiglio Bon Ton è quello di salutare anche con un semplice buongiorno chi ci sta davanti prima di effettuare la nostra richiesta. Il tempo che “perderemo” nell’applicare questa usanza è di qualche secondo, quindi non c’è una scusa buona per non farlo. Qui di seguito trovate alcune idee su come salutare una commesso.

saluto

Niente di complicato, no?

Quali sono secondo voi le regole del Bon Ton che dovrebbero essere rispettate all’interno di un negozio?

Commentate qui sotto o inviate una email a leconfessionidiunacassiera@gmail.com

Annunci