È di ieri la notizia che sta facendo discutere in molti. Il consiglio comunale di Milano ha avanzato la proposta che gli asili nido pubblici siano aperti una volta al mese anche di sera. Questa scelta è stata presa in considerazione per consentire ai genitori dei bambini dai 3 mesi ai 6 anni di ritrovare un pizzico di vita sociale. Mentre si discute la cosa, con non pochi commenti negativi, in Brianza è già partita la sperimentazione in 11 comuni. Tra le cose che fanno più discutere c’è la gestione dei costi e del personale, dato che negli ultimi tempi l’istruzione pubblica, insieme alla sanità, è sempre più vittima di tagli da parte dello Stato. Bisogna anche prendere in considerazione il fatto che non in tutte le aree, che siano di Milano, di Roma o di Palermo, le famiglie hanno le stesse necessità e le stesse possibilità, quindi questa è un’iniziativa che andrebbe sviluppata secondo le esigenze delle aree circoscritte. Terzo punto e non meno importante degli altri (anzi), è che non tutti i genitori possono permettersi un costante appoggio da parte dei nonni o di una tata che possa occuparsi dei figli quando loro sono al lavoro. Le esigenze delle famiglie credo che siano ben altre. Il problema non è riscoprire la propria vita sociale senza figli una sera ogni mese, bensì riscoprirla in una costante condizione che favorisca la possibilità di godere di una vita sociale insieme come nucleo familiare. In questo Blog si affrontano argomenti ben specifici che riguardano la vita all’interno dei supermercati, negozi e centri commerciali, tuttavia credo che questa notizia possa essere collegata alle sue tematiche, infatti, come voi sapete, non ho mai visto di buon occhio le aperture 24H ne tanto meno quelle festive e questo varrebbe anche per gli asili pubblici. In un periodo di crisi lavorativa ed economica il nostro paese sta prendendo scelte e provvedimenti per venire in contro alle esigenze degli individui allungando l’orario di lavoro e le aperture di varie strutture e servizi. Non tutte, di alcune. Ma è davvero questo che serve a migliorare la nostra “vita sociale”? Che poi, la vita sociale di chi? Di alcuni sulle spalle di altri, magari sottopagati, con contratti precari e senza diritti specifici a cui appellarsi? La vita sociale deve essere estesa a tutti egualmente soprattutto alle famiglie garantendo infrastrutture pubbliche solide, stipendi adeguati, servizi per madri lavoratrici, tassazioni adeguate, incentivi e sostegni alle famiglie, lavoro e applicazione dei diritti civili. Per farla breve, garantendo una vita dignitosa si può avere una vita sia sociale che migliore sempre e non una sera al mese per andare magari a fare la spesa al Carrefour aperto 24 H in santa pace senza pargoli al seguito.

In conclusione, non sono le aperture prolungate di alcuni servizi a migliorare la nostra situazione, ma a farlo sarebbero una distribuzione dell’orario lavorativo, leggi specifiche e una cultura del lavoro stessa migliore e più democratica.

 

La democrazia non è solo il diritto di voto, è il diritto di vivere con dignità.
(Naomi Klein)

Voi cosa ne pensate?

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