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Ed eccoci qui ancora, in questo sabato torrido di Agosto, a rallegrarci – per così dire – con le raccapriccianti novelle accadute al Supermercato Qualunque. La vittima designata è sempre lei, Piera la cassiera, che spesso si chiede se sia lei ad attirare le situazioni scomode o viceversa, fatto sta che l’incontro raccapricciante del terzo tipo si è svolto in una giornata particolare. Venerdì 17.

Sappiamo tutti che nel nostro paese il connubio tra quel giorno della settimana e quel numero del mese presagiscono il malaugurio. Sia ben chiara una cosa, Piera non crede a queste bazzecole. Sfortuna e iella a volontà sono presenti ogni giorno della sua vita. Tuttavia in alcune parti del mondo, a portare sfortuna è anche il numero 13. In quale cassa vuoi che si metta Piera in quel venerdì 17 nefasto? La cassa 13, per l’appunto.

Al Supermercato Qualunque scorre tutto nella norma – oddio, dire nella norma è azzardato dato il tran tran caotico del giorno prima del weekend – ma ogni cassiera sa che se entro la fine della lunga e faticosa giornata lavorativa non accade nulla c’è da sospettare, infatti poco prima della chiusura, quando i clienti si accalcano alle casse per timore di rimanere chiusi dentro il supermercato per tutta la notte e le code arrivano fino al reparto panetteria, arriva lei.

Piera riesce a terminare i suoi clienti prima delle colleghe a lei vicine e rimane con il tapis roulant vuoto e le mani in mano. Data la circostanza, non appena vede una cliente con un sacchettino di juta carico all’inverosimile, con un movimento della mano la invita ad accomodarsi alla sua cassa.

La signora, allettata dalla cosa, dato che nelle altre casse c’erano almeno due carrelli in coda per ognuna, accenna un mezzo sorriso stupita da tanta fortuna, ma, dopo aver alzato lo sguardo per un attimo e aver visto il numero della cassa, sgrana gli occhi e facendo un cenno di diniego con la mano dice:

<< No! Por l’amor de dios>>

La signora, con molta probabilità sudamericana, si allontana continuando a guardare il numero della cassa e Piera come fossero la rappresentazione incarnata del maligno. Piera continua a non capire il perché di quella reazione, tanto da guardarsi dietro le spalle per capire se ci fosse qualcuno, ma nulla. Dietro di lei troneggiava solo la rimborsiera all’assistenza clienti. Le venne addirittura in mente che magari il trucco, sotto il peso delle ore di lavoro, fosse colato sul suo volto facendola somigliare ad un componente dei Kiss per poi ricordarsi che quella mattina aveva optato per l’acqua e sapone ed, ok che non era Claudia Shiffer, ma reagire così di fronte al suo volto corrucciato le sembrava alquanto esagerato.

Piera ritenta con la signora dicendole:

<<Signora, sono libera, venga pure alla mia cassa!>>

<<Por l’amor de dios! Ho detto no!>>

<<Ma signora, non vede che nelle altre casse c’è coda? Se deve pagare sollo quelle cose venga qui!>>

<<Già, vada lì che altrimenti vado io!>> risponde un signore con dei corti capelli grigi spettinati e la cravatta allentata sopra una camicia bianca stropicciata.

<<Vada lei segnor!>>

<<Meno male>>

Mentre la merce iniziava ascorrere sul tapis roulant, la signora continua a guardare il numero della cassa e Piera e questa cosa non era del tutto piacevole, ma quando quest’ultima, allontanandosi, muove le mani nel canonico gesto del segno della croce Piera esclama:

<<Signora! Scusi un attimo! Ma che c’è che non va nella mia cassa?>>

<<Oh segnor! Oggi è venerdì 17, ella estas nella cassa 13! Me porta sfiga segnora!>>

Piera non crede alle sue orecchie e con lo sguardo segue la signora che si accoda nell’innocua cassa 15 – a metà tra la disgrazia della 13 e della 17 – dove probabilmente farà la coda per il prossimo quarto d’ora.

Incrocia anche lo sguardo del cliente che in compenso non ha battuto ciglio, escluso il tic che da chissà quanto si portava dietro.

<<Ha sentito anche lei?>>

<<Mh? Sì, certo>> dice il cliente facendo spallucce.

<<Ma si sta ravanando sotto? Sarà superstizioso anche lei? No perché se è così io chiudo baracca e me ne vado a casa eh!>> esclama Piera notando un movimento sospetto.

<<Oh! No, no, ma che dice! Stavo solo cercando la tessera!>>

Da quel giorno Piera, ogni venerdì 17, non lavora più alla cassa 13. Non si sa mai.

Della signora invece non si hanno più notizie.

Il signore col tic aveva dimenticato la tessera a casa.

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Prossimo appuntamento Sabato 3 settembre!

Vi ricordo inoltre che, se anche a voi è capitato qualcosa di “raccapricciante” al supermercato, di scrivercelo a leconfessionidiunacassiera@gmail.com. La prossima esperienza con protagonista Piera la cassiera potrebbe essere la vostra!

 

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Vi ringrazio infinitamente per il tempo che mi dedicherete e speriamo di far arrivare le cassiere del supermercato sempre più in alto.

C’è tempo fino al 18 settembre!

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